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  • 08 Jun 2026
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    Redazione Witaly

    Redazione Witaly

    La rubrica di Emergente Pastry: Ilaria Caneva, pastry chef del Ristorante Cracco a Milano
    Emergente Pastry

    La rubrica di Emergente Pastry: Ilaria Caneva, pastry chef del Ristorante Cracco a Milano

    Di Redazione Witaly 22 Aprile 202030 Aprile 2020
    scritto da Redazione Witaly

    In questo periodo abbiamo intervistato i nostri Emergenti Pastry per sapere come passano il tempo libero ma soprattutto per conoscerli ancora meglio, raccontandoci la loro passione più grande : la pasticceria.  Ilaria Caneva, pastry chef del Ristorante Cracco a Milano, risponde così alle nostre domande:

    Perché hai scelto questo mestiere? Fin da piccola il mio posto preferito della casa era la cucina: passavo i pomeriggi a guardare mia madre fare torte e non vedevo l’ora che finisse perché io ero pronta con il cucchiaino a pulire tutta la bacinella dall’impasto.
    Quando d’estate andavamo a trovare i parenti, passavo molto tempo con mia nonna in cucina e credo che da lì sia nato tutto. Quando ho dovuto scegliere l’istituto superiore da frequentare senza troppi dubbi mi sono iscritta alla scuola alberghiera e già immaginavo il mio futuro dietro ai fornelli. Inizialmente ero proiettata verso il mondo della cucina, frequentavo la scuola e in contemporanea seguivo stage scolastici presso strutture alberghiere, ma sentivo che mancava qualcosa.. un pomeriggio, scorrendo canali tv mi sono soffermata su un programma con Luca Montersino: ha totalmente rapito la mia attenzione. Ho incominciato a documentarmi, comprare libri, andare a corsi extra-scolastici con lo stesso Luca Montersino ed altri professionisti del settore, e tra crema pasticcera, fruste, panna montata e mousse ho capito che il mio posto era sicuramente lì, in pasticceria, non in cucina. Subito dopo essermi diplomata, ho frequentato per 7 mesi il corso superiore di pasticceria di Alma, promosso da Gualtiero Marchesi, perché sentivo di non essere ancora pronta ad entrare nel mondo del lavoro con così poche nozioni acquisite, mi piaceva –e mi piace tutt’ora- studiare quindi in quel mondo sommerso di libri e sac a pochè mi sentivo proprio a mio agio.

    Questo mestiere è sicuramente tosto, ma nulla mi rende più felice.

    Il tuo dessert preferito? Tendenzialmente sono proiettata su gusti in contrasto tra loro, ma in questo caso non fa testo.. il mio  dessert preferito è la cassata siciliana. Ho passato diversi mesi a Palermo per uno stage e me ne sono completamente innamorata. E’ semplicità, tradizione e stupore.

    Cosa ti aspetti da Emergente Pastry? Sono molto legata alla tradizione e alla cultura che caratterizzano il nostro Paese, perché è da lì che è nata la pasticceria. Da Emergente Pastry mi aspetto proprio questo: mettermi a confronto con altri giovani professionisti del settore che arrivano da diverse zone d’Italia per conoscere le loro tradizioni che legano cibo e territorio, è una cosa che personalmente mi affascina molto.

    Conoscevi già l’azienda Irca? Come ti sei trovata con i loro prodotti? Si, conoscevo già l’azienda Irca. Per la partecipazione al concorso ho richiesto la composta di pere e il cioccolato fondente 75%. Mi sono trovata bene con entrambi i prodotti ricevuti, in particolar modo con il cioccolato: ha un ottima profumazione e intensità.

    Quale è la tua più grande ambizione? Bella domanda. Per adesso non ho grandi ambizioni, o una in particolare. Sono giovane, e voglio sfruttare questa cosa per crescere quanto più possibile sotto il profilo professionale, in particolar modo vorrei studiare e imparare le tecniche della pasticceria francese da grandi professionisti del settore, e arricchire quanto più possibile il mio bagaglio.. poi si vedrà. Per il momento non voglio pormi un obiettivo preciso. Sono dell’idea che se si fa un percorso quanto più lineare e pulito poi le cose vengono da sole..

    Il tuo motto? “Non c’è limite al successo personale, se non per la mancanza di intenti o la debolezza dei propositi”.
    E’ il nostro motto di squadra. Ogni tanto lo ripetiamo in coro per ricordarci che ogni nostra vittoria o sconfitta personale è dettata solo ed unicamente da noi stessi.

    Che impatto ha avuto Il Coronavirus nella tua vita? Questo momento storico che stiamo vivendo mi sta aiutando molto a riflettere sull’importanza che diamo alle cose.
    Molto spesso diamo per scontato che le persone a cui teniamo ci saranno sempre, molto spesso rimandiamo a un altro momento abbracci, sorrisi, carezze, scuse o perdoni, un po’ per mancanza di tempo, un po’ perché siamo convinti che tanto di tempo ce ne sarà. Però succede che un giorno ti alzi e le cose non sono più come prima, succede che non puoi più uscire di casa, che non puoi più andare in palestra, al parco, al cinema, a trovare quell’amica a cui continuavi a posticipare il suo invito a cena, o molto semplicemente non puoi andare più recarti a lavoro.
    Succede che un tuo conoscente, collega, amica, parente o semplicemente il portinaio di casa, contrae il Virus, si ammala e non ce la fa.. e allora è da qui bisogna ricominciare, da zero.
    Si dice che “capisci il valore di qualcosa nel momento in cui la perdi”- niente di più vero. Sono dell’idea che questo periodo serva un po’ a tutti, a me in primis, per ristabilire le proprie priorità e dare meno per scontato “cose” apparentemente scontate: la libertà e la vita.

    22 Aprile 202030 Aprile 2020 0 commento
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    Riccardo Gaspari, lo chef Top di Domani del San Brite a Cortina d’Ampezzo
    Porzioni Cremona

    Riccardo Gaspari, lo chef Top di Domani del San Brite a Cortina d’Ampezzo

    Di Redazione Witaly 20 Aprile 2020
    scritto da Redazione Witaly

    L’articolo è parte di Passione Italia, la campagna Touring per promuovere il territorio italiano e le sue bellezze in collaborazione con Porzionicremona. Un invito a tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che ha da offrire il nostro Paese, semplicemente dal computer o smartphone. Scoprite tutti i contenuti sul sito del Touring Club Italiano e  sui canali social. E contribuite anche voi alla mappa della bellezza con #passioneitalia #mappadellabellezza.     

    Qui non solo è particolare la località (a breve distanza dalla famosa località turistica), ma anche la tipologia: un ristorante che è anche agriturismo, fattoria, latteria e che produce tra l’altro ottimi latticini e yogurt. E al San Brite i piatti sono giustamente il riflesso gastronomico degli ottimi prodotti che qui vengono elaborati.

    Riccardo Gaspari non è solo un valente chef (con esperienza anche da Massimo Bottura), ma un imprenditore capace e questo è quanto ci ha detto sul momento che stiamo attraversando: “Temo che la situazione non si risolverà a breve e mi sembra di capire che la ripresa sarà più dura di quello che, fino a ieri, ci auguravamo potesse essere. Non è una valutazione meramente locale, ma globale. Nel dirlo il pensiero va irrimediabilmente allo scenario internazionale, si pensi ad esempio alla complessa decisione di posticipare le Olimpiadi di Tokyo. Ogni giorno sento colleghi preoccupati del loro destino, amici ristoratori con le spalle non troppo coperte che non sanno se riusciranno a riaprire. La riflessione che faccio ora è soprattutto incentrata sul lavoro della nostra azienda. Io ho sempre creduto nell’importanza del nostro lavoro e mai come ora realizzo che il futuro è la sostenibilità. Nella criticità di questo momento noi, con stalla e caseificio, abbiamo dovuto (e potuto) continuare a lavorare incessantemente per procedere nella produzione. Ci autososteniamo, abbiamo la possibilità di produrre tutto quello che serve a noi, alla nostra attività e alle tante persone che ogni giorno vengono a fare provviste nella nostra latteria. Il lavoro del contadino/agricoltore è sicuramente impegnativo, duro, ma riempie di soddisfazione e permette un’autonomia virtuosa. Credo sia questo il futuro. Noi ristoratori, noi chef, dovremmo sfruttare l’obbligo di essere d’esempio per chi siede al nostro ristorante, per coltivare rispetto e cura del prodotto. Così, utilizzando strumenti e conoscenza propri del nostro mestiere, potremo di certo attuare cambiamenti positivi. Credo che la ristorazione debba fare ogni possibile sforzo per adeguarsi alla situazione del contemporaneo e migliorare il mondo in cui viviamo. Abbiamo una vitale responsabilità da cui deriva anche una grande opportunità. Per questo credo sia doveroso concentrarsi sulla sostenibilità“.
    La ricetta di Riccardo Gaspari
    PORROIngredienti
    – 1 porro

    Per la crema di latte e acciuga
    – 1 l panna
    – 50 g acciughe lavate bene

    – 300 g mandorle sgusciate
    – 1 buccia di limonePer l’emulsione di dragoncello
    – 125 g dragoncello
    – 1 scalogno
    – 35 g aceto balsamico di mele
    – 50 g brodo di mele
    – 50 g brodo di pollo
    – 150 g olio vinacciolo

    Per l’olio levistico
    – 250 g olio levistico
    – 250 g levistico

    Procedimento
    Per la crema di latte e acciuga

    – Mettere in ammollo il latte, le mandorle e la buccia di limone
    – Filtrare e cucinare aggiungendo le acciughe per poi ridurre tutto a metà

    Per il porro
    – Cucinare il porro alla griglia con sale e burro, poi togliere e mettere al caldo
    – Tagliare a metà e con la parte esterna fare la copertura

    Per la salsa al dragoncello
    – Inserire tutti gli ingredienti nel mixer, frullare e setacciare

    Impiattamento
    – Sul fondo del piatto mettere quattro punti di dragoncello, appoggiare i porti, 4/6 pezzi di trifoglio e coprire con la parte esterna del porro
    – Versare la creta di latte e acciuga e l’olio al levistico

    20 Aprile 2020 0 commento
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    Le ricette dei nostri chef Top di Domani: “Carciofo alla brace” di Maicol Izzo di Piazzetta Milù
    Porzioni Cremona

    Le ricette dei nostri chef Top di Domani: “Carciofo alla brace” di Maicol Izzo di Piazzetta Milù

    Di Redazione Witaly 17 Aprile 2020
    scritto da Redazione Witaly

    L’articolo è parte della collaborazione di Porzionicremona con Passione Italia, la campagna Touring per promuovere il territorio italiano e le sue bellezze. Un invito a tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che ha da offrire il nostro Paese, semplicemente dal computer o smartphone. Scoprite tutti i contenuti sul sito Touring Club nella sezione Passione Italia. Contribuite anche voi alla mappa della bellezza con #passioneitalia #mappadellabellezza.    

    Piazzetta Milù a Castellammare di Stabia è un locale familiare che vede da qualche anno la giovane generazione protagonista sia in sala che in cucina. Qui troviamo il più giovane dei fratelli, Maicol Izzo, che dopo varie e importanti esperienze all’estero è tornato e sfoggia le sue notevoli doti tecniche in cucina che comunque rimane sempre ben salda sui valori gastronomici del luogo.

    Quando lo sentiamo è al lavoro, sperimenta gli impasti con il lievito madre per il tortano e il casatiello (ricette tradizionali di Pasqua). Gli chiediamo se ha pensato ad una ricetta. “Domani saremo un tantino più poveri e ho pensato di usare un prodotto nostro, il limone di Sorrento e di utilizzarlo tutto: polpa, succo, parte bianca e scorza esterna, ne ho fatto un dessert che mi piace molto”.
    Per le nostre ricette di primavera invece ci propone il carciofo alla brace. Eccolo.

    La ricetta di Maicol Izzo
    CARCIOFO ALLA BRACE

    È un piatto creato pensando ad uno dei simboli della mia città e vero e proprio ortaggio di culto per la città di Castellammare di Stabia (città che apre le porte della Penisola Sorrentina e Capri).
    Servito come se fosse un fiore perché il carciofo, effettivamente, lo è. Viene cotto in vari modi e aperto a mano, petalo per petalo e condito con un trito di erbe ed aromi che possano portare alla memoria del gusto quello che normalmente si vende per strada in città nel periodo di Pasqua.

    Ricetta e procedimento per 4 persone
    – Selezionare 4 carciofi (noi utilizziamo quelli del Presidio Slow Food di Via Schito, il “violetto”).
    – Sciacquare bene con acqua fredda.
    – Tagliare i gambi del carciofo fino quasi alla base e togliere le prime foglie tagliando la parte superiore in modo da ottenerne una sorta di bocciolo.
    – Preparare una boule con Olio EVO ed immergere i carciofi all’interno cuocendo a secco in forno a 150° per 110 min.
    – Lasciare raffreddare, scolare dall’olio e mettere su brace a carbone per il tempo necessario affinché che si cuociano le foglie esterne.
    – Aprire tutte le foglie a mano e tenere in caldo.
    – Per il trito: tritare in un mortaio di legno prezzemolo fresco, aglio, peperoncino ed aggiungervi olio EVO e grasso di maiale fuso.
    – Servire e guarnire il carciofo al momento.
    Un carciofo può essere diviso anche in 2 persone.
    17 Aprile 2020 0 commento
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    Le ricette di Pasqua dei nostri chef: “Agnello e senape” di Antonio Ziantoni, patron chef di Zia a Roma
    Porzioni Cremona

    Le ricette di Pasqua dei nostri chef: “Agnello e senape” di Antonio Ziantoni, patron chef di Zia a Roma

    Di Redazione Witaly 10 Aprile 2020
    scritto da Redazione Witaly
    Per farci gli auguri di Pasqua, abbiamo intervistato alcuni chef premiati nell’edizione 2020 della guida, chiedendo a ciascuno un commento sulla situazione attuale e una ricetta da proporre ai lettori. In primis vi proponiamo interviste e ricette agli chef Top di domani: quattro giovanissimi chef selezionati in tutta Italia che si distinguono per talento, curiosità, spiccata personalità e sensibilità nell’interpretare la propria professione.
    L’articolo è parte di Passione Italia, la campagna Touring per promuovere il territorio italiano e le sue bellezze. Un invito a tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che ha da offrire il nostro Paese, semplicemente dal computer o smartphone. 

    Zia a Roma. Un locale giovane, nuovo, ma assai diverso dai tanti che sono in questa parte così attraente di Roma che si chiama Trastevere. Una cucina che parte dal territorio, ma che non si ferma agli stereotipi, ma invece propone ricette attraenti e gustose, senza scivolare nel manierismo accademico. Un’esperienza piacevole anche per la bella presenza in sala di Ida Proietti, compagna di vita e lavoro di Antonio Ziantoni. Anche Ad Antonio abbiamo chiesto un suo pensiero sulla situazione attuale: “Sto soffrendo a non lavorare, ma sono ottimista, riprenderò come prima ancora più concentrato alla ricerca dei tanti piccoli prodotti del territorio che in un piatto fanno la differenza e che spero di riuscire a valorizzare nel modo migliore”.
    La ricetta di Pasqua di Antonio Ziantoni
    AGNELLO E SENAPE

    Ingredienti per 4 persone
    2 kg sella d’agnello
    3 cl olio
    40 g burro

    Per la senape in grani
    100 g senape in grani
    30 g aceto
    400 cl acqua
    30 g zucchero

    Per la panatura
    2 uova
    200g farina
    Sale q.b.
    Pepe q.b.
    400g pane grattugiato

    Aggiunta finale, se a disposizione
    Senape al miele
    Foglie di senape

    Procedimento
    1. Per la senape unire tutti gli ingredienti (senape in grani, aceto, acqua, zucchero) in una casseruola e far cuocere per 1 ora. A cottura terminata, lasciar raffreddare e mettere in frigorifero.
    2. Panare la sella con farina, uovo e infine pane grattugiato.
    3. Per la cottura, salare, pepare, mettere l’olio in una padella e far rosolare ambo le parti della sella. Quando è dorata, aggiungere il burro e ultimare la cottura in forno a 170 gradi per circa 6 minuti.
    4. Servire con la senape realizzata precedentemente, della senape al miele e, se si hanno, delle foglie di senape fresche.

    Per chi desiderasse realizzare il jus d’agnello
    Ingredienti
    1 kg di carcasse d’agnello
    2 carote
    1 costa di sedano
    1 testa d’aglio
    10 g Anice stellato
    5 g finocchietto
    2 foglie alloro
    1 rametto timo
    20 g di Aceto di vino bianco
    5 g di pepe in grani

    Procedimento
    1. Pulire bene la sella d’agnello. Con le ossa e gli scarti, preparare il jus d’agnello. Far tostare bene le carcasse in una casseruola, aggiungere le verdure, le spezie e le erbe. Sfumare con acqua e aceto fino a copertura, far sobbollire per 5 ore.
    2. Filtrare il tutto e far ridurre fino a ottenere una salsa densa.
    3. Versare il jus di agnello prima di impiattare.

    10 Aprile 2020 0 commento
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    Le ricette di Pasqua dei nostri chef: “Risotto al limone candito e rosmarino” di Ivan Maniago, patron chef di Impronta d’Acqua a Cavi di Lavagna
    Porzioni Cremona

    Le ricette di Pasqua dei nostri chef: “Risotto al limone candito e rosmarino” di Ivan Maniago, patron chef di Impronta d’Acqua a Cavi di Lavagna

    Di Redazione Witaly 9 Aprile 2020
    scritto da Redazione Witaly

    L’articolo è parte di Passione Italia, la campagna Touring per promuovere il territorio italiano e le sue bellezze. Un invito a tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che ha da offrire il nostro Paese, semplicemente dal computer o smartphone.

    In primis vi proponiamo interviste e ricette agli chef Top di domani: quattro giovanissimi chef selezionati in tutta Italia che si distinguono per talento, curiosità, spiccata personalità e sensibilità nell’interpretare la propria professione.
    Il primo chef Top di domani intervistato è Ivan Maniago di Impronta d’Acqua a Cavi di Lavagna (GE).

    “Impronta d’Acqua“: un locale moderno con un giovane chef patron – Ivan Maniago – che dirige una brigata altrettanto giovane. Una cucina di prodotti legati soprattutto al mare che è di fronte, con una scelta rigorosa e rispettosa che privilegia il pesce azzurro e i legami con le verdure dell’entroterra, con soluzioni gustose ed eleganti che evidenziano il bagaglio tecnico di Ivan.

    Ivan, oltre a essere un top di domani, è anche saggio e cauto: gli abbiamo chiesto come reagisce alla sosta forzata per l’epidemia. “Questa emergenza mi fa pensare al fatto che non saranno più come prima molte cose quindi penso che adesso l’importante sarà pensare fiduciosi al futuro iniziando già adesso a programmare novità e cambiamenti da apportare”.

    La ricetta di Pasqua di Ivan Maniago
    RISOTTO AL LIMONE CANDITO E ROSMARINO

    Ingredienti per 4 persone
    Riso 280 g
    Limoni 3 (polpa: circa 230 g)
    Zucchero 115 g
    Mele Golden 1
    Burro 40 g
    Vino bianco q.b.
    Rosmarino q.b.

    Per il limone candito
    – Pelare i limoni avendo cura di non tagliare la parte bianca e tagliare a julienne le bucce.
    – Mettere le bucce in acqua fredda, cuocerle fino a bollore e buttare via l’acqua; ripetere questa operazione per tre volte.
    – Tagliare a vivo i limoni eliminando la parte bianca, recuperando così la polpa. Mettere in una pentola la polpa dei limoni, le bucce, lo zucchero e la mela a pezzi; cuocere il tutto fino a 108°C e far raffreddare.
    Per il rosmarino
    – Far essiccare in forno il rosmarino, successivamente frullare gli aghi fino ad ottenere una polvere.
    Per il riso
    – Tostare il riso, sfumare con il vino bianco.
    – Bagnare in acqua durante la cottura.
    – Cuocere per circa 15-16 minuti.
    – A fine cottura mantecare il riso con il limone candito e il burro. Aggiungere la polvere di rosmarino a piacere.

    9 Aprile 2020 0 commento
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    RATIONAL: Un’opportunità per la ristorazione ai tempi del Coronavirus. Come il ristorante preferito diventa un servizio a domicilio
    Porzioni Cremona

    RATIONAL: Un’opportunità per la ristorazione ai tempi del Coronavirus. Come il ristorante preferito diventa un servizio a domicilio

    Di Redazione Witaly 27 Marzo 202030 Aprile 2020
    scritto da Redazione Witaly

    La situazione di emergenza che stiamo vivendo in questi giorni sta portando molti locali e ristoranti a studiare nuove idee e nuovi modi di fare ristorazione, così da far fronte a orari di apertura limitati e blocchi sulla circolazione delle persone. Una delle strade più percorse è oggi il Delivery. Anche il nostro partner RATIONAL si è interrogato su questo argomento.

    Il gruppo RATIONAL è leader mondiale, a livello settoriale e tecnologico, nella preparazione di piatti caldi nell’ambito delle cucine professionali.

    La chiusura di bar, ristoranti e altre attività di vendita e somministrazione, dovuta dall’emergenza sanitaria Covid-19, sta portando molti ristoratori a chiedersi come comportarsi in queste settimane per far fronte a una simile emergenza.

    Ecco che il Delivery si pone con una duplice importante valenza: da un lato per i cittadini, ai quali è chiesto di uscire il meno possibile da casa ma che possono aver voglia del proprio piatto preferito o comunque di un pasto un po’ particolare; dall’altro per i ristoratori, che possono così ammortizzare il duro colpo dovuto alla mancanza di clienti ai tavoli.

    «Al di là dell’emergenza attuale, se ben pensiamo, il Delivery rappresenta in un certo senso una naturale evoluzione di un mondo sempre più digitale e interconnesso» racconta Enrico Ferri, Amministratore Delegato di RATIONAL Italia «Specialmente per alcuni tipi di locali o di catene ristorative, nelle grandi città, dove questo tipo di servizio è ormai consolidato. E soprattutto per i più giovani, per i quali è normale scegliere il proprio piatto attraverso lo smartphone e riceverlo direttamente a casa».

    Ovviamente serve però un’attenta organizzazione: oltre al rispetto delle misure precauzionali e i requisiti igienico sanitari previsti dal Decreto, alla separazione tra i locali destinati alla preparazione del cibo e quelli in cui si ritira, al mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e all’assenza di contatto diretto in tutte le fasi, compresa la consegna, è importante che ogni locale si interroghi sul tipo di servizio che può realmente offrire, anche in base alle attrezzature di cottura di cui dispone.

    «Abbiamo notato come i nostri clienti abbiamo reagito in maniera rapida alla situazione adattandosi alla nuova situazione con estrema flessibilità», spiega Antonio Stea, National Corporate Chef di Rational. «Sicuramente anche le attrezzature giocano un ruolo fondamentale nella gestione delle emergenze e nell’organizzazione di una produzione diversificata». Sempre più cucine sono dotate del forno combinato SelfCookingCenter, dell’apparecchio multifunzione VarioCookingCenter, che funziona con calore per contatto, o entrambi. Insieme coprono il 90% di tutte le applicazioni convenzionali: arrostire, grigliare, friggere, cuocere al vapore, di notte, a pressione, a bassa temperatura o con il sottovuoto. Ciò consente di reagire in modo flessibile ai cambiamenti, ad esempio nel menù, senza dover sostituire l’attrezzatura da cucina.

    Inoltre aggiunge Stea: «Con SelfCookingCenter e VarioCookingCenter, è possibile pre-produrre comodamente in anticipo e preparare la quantità necessaria di cibo pronto per il consumo solo quando richiesto. In Rational, questo processo viene chiamato Finishing.» La mise en place avviene anticipatamente ed è possibile riportare in temperatura di servizio gli alimenti in pochissimo tempo con una qualità elevatissima grazie al processo intelligente del Finishing. Il cibo esce come appena preparato grazie alla perfetta regolazione del punto di rugiada.

    Perché anche se le porte dei ristoranti sono chiuse, non significa che i clienti debbano rinunciare ai nostri piatti. Dopotutto, anche nei momenti peggiori, le persone devono nutrirsi e in questo periodo di costrizione, mangiare il proprio piatto preferito aiuta tutti a essere più ottimisti.

    27 Marzo 202030 Aprile 2020 0 commento
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    La storia di due eccellenti ristoranti a Orzinuovi, nel Bresciano
    Porzioni Cremona

    La storia di due eccellenti ristoranti a Orzinuovi, nel Bresciano

    Di Redazione Witaly 23 Marzo 202030 Aprile 2020
    scritto da Redazione Witaly

    In attesa di tornare a gustare le loro creazioni, in una delle zone più colpite dall’emergenza coronavirus ecco la storia di due eccellenti ristoranti a Orzinuovi, nel Bresciano.

    L’articolo è parte di Passione Italia, la campagna Touring per promuovere il territorio italiano e le sue bellezze. Un invito a tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che ha da offrire il nostro Paese, semplicemente dal computer o smartphone. Scoprite tutti i contenuti sulla sezione dedicata del sito Touring Club Italiano e sui rispettivi canali social. E contribuite alla mappa della bellezza con #passioneitalia #mappadellabellezza.     

    Pudiano, piccolissima frazione a est di Orzinuovi: quattro case, praticamente tutte belle, intorno alla grande piazza con in evidenza l’imponente Palazzo Caprioli e la chiesa di San Giorgio che contiene anche le reliquie di San Bonifacio. Reliquie che non sono riuscite a tener lontano il virus, ma in compenso il fascino di questo piccolo borgo ha portato qui una deliziosa coppia: Liana Genini e Simone Breda, che hanno aperto il loro ristorante “Sedicesimo secolo”, piccolo, elegante e raccolto, con cucina d’autore. Lui viene dalla grande scuola di Gualtiero Marchesi, lei aggiunge grazia ed eleganza ad una sala e a dei piatti che non ne avrebbero nemmeno bisogno in quanto ben assemblati e presentati.

    Una cucina moderna, ben ideata e altrettanto ben eseguita con gli ingredienti in primo piano non coperti e distratti da troppe complicazioni, ma valorizzati con mano sicura. Siamo nella Bassa, terra di tanto burro e di tanta carne, ma la cucina di Simone è leggera e predilige l’orto al quale lascia sempre notevole spazio. Tra i piatti citiamo il Capriolo, pera, grappa e barbabietola; le Lumache, panada e bagnet verd; il Raviolo di grano saraceno, cassoeula e ragù di piovra; il Diaframma di manzo, insalate invernali bruciate e salsa ponzu.


    In questi giorni ovviamente il ristorante è chiuso, ed è proprio nell’occhio del ciclone del coronavirus. Chiediamo a Simone:
    Innanzitutto, come stai?
    Fortunatamente bene sia noi che i familiari, ma intorno tutto è bloccato, sospeso, e si vive con l’ansia addosso.
    Come passi il tuo tempo?
    Abitiamo sopra, ne approfitto per i tanti lavoretti che rimangono indietro in sala e in cucina, poi cuciniamo per noi e con tutta calma mi posso assaggiare le mie ricette.
    Che cosa ti ha insegnato quest’esperienza?
    Che non tutto dipende da noi, pensi magari di poter programmare la vita e il tuo lavoro, poi tutto cambia all’improvviso. Mi sta aiutando a ritrovare un po’ d’umiltà.
    Cosa cambierà quando sarà tutto finito?
    Penso che dopo qualche mese tutto sarà bene o male come prima, la gente avrà però meno soldi. Io ho pochi tavoli, credo in quello che cucino, non voglio cambiare, sarebbe una sconfitta. Spero di poter lo stesso continuare a riempire il ristorante.

    Sempre nel Comune di Orzinuovi c’è un altro ristorante di livello, più recente di Sedicesimo Secolo: il nome è Saur ed è sito nella frazione di Barco, vicinissima al fiume Oglio. Un sogno diventato realtà di tre giovani ragazzi provenienti da differenti esperienze, ma accomunati dalla stessa passione per la ristorazione e dalla giovane età. Due, gli uomini, Alessandro Sciortino e Nicholas Caruso, sono in cucina, lei, Virginia Severgnini, in sala: poco più di 70 anni in 3!

    Il locale è moderno, con colori vivaci, allegro (e di questi tempi aiuta). C’è un orto e il verde arriva pure dentro ravvivando le pareti in verticale. Come tutti i giovani le idee sono tante, le ricette vengono una dopo l’altra e per riassumerle mettono a disposizione degli ospiti due menù degustazione a 7 portate (a 50 euro) e 5 portate (a 35 euro) che sono, per quanto offerto, tra i migliori per il rapporto prezzo qualità della regione. Piatti ben presentati, senza troppi ingredienti, con colori vivi, ma anche spesso sapori decisi. Non manca il coraggio agli chef e così spesso qualche contrasto acido/sapido anima la ricetta. Un locale quindi di vibrante creatività dove non ci si annoia di sicuro.


    Abbiamo chiesto ad Alessandro qualche impressione su quanto sta accadendo.
    La salute per prima cosa: come state?
    Grazie a Dio bene, ma certo qui si sentono passare solo le autombulanze, chiami un amico e sono tanti che ad avere un parente morto o in gravi condizioni, insomma si vive nell’incubo e nella paura del contagio, non si parla poi di altro.
    Cosa fate per passare il tempo senza poter uscire?
    Vorremmo essere d’aiuto, ma la cosa migliore e più utile è di rimanere a casa e non creare problemi. Facciamo tanti piccoli lavori per i quali in genere non si trova mai il tempo e curiamo il nostro orto
    Su cosa ti fa riflettere l’epidemia che ci ha colpito?
    Che il mondo e la natura vanno rispettate. Oggi c’è il virus, domani potrebbero esserci i cambiamenti climatici. L’uomo deve imparare a rispettare meglio il mondo che ci circonda
    Come sarà il dopovirus? Cosa prevedi?
    La clientela sarà sicuramente più povera. Però noi siamo entusiasti e convinti di quello che facciamo, i nostri menù sono convenienti, ce la mettiamo sempre tutta. Vorrà dire che lavoreremo ancora più sodo.
    23 Marzo 202030 Aprile 2020 0 commento
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    Irca c’è.
    Porzioni Cremona

    Irca c’è.

    Di Redazione Witaly 19 Marzo 202030 Aprile 2020
    scritto da Redazione Witaly

    Il nostro partner Irca si fa promotore della raccolta fondi a supporto dell’ospedale di Busto Arsizio, per l’acquisto di ventilatori polmonari e per l’aggiunta di posti letto in terapia intensiva.

    Irca è un’azienda che dal 1919 si dedica alla fabbricazione di prodotti alimentari destinati alla Pasticceria, Panificazione e Gelateria nei tre stabilimenti di Gallarate e di Vergiate. L’azienda è riuscita a rispondere prontamente alle esigenze di un mercato dinamico e in continua evoluzione anche grazie alla creazione di un sofisticato Laboratorio di Ricerca e Sviluppo. Oltre ad aver migliorato ed aumentato il posizionamento sul territorio nazionale, Irca ha raggiunto oggi ottimi risultati, esportando anche all’estero in oltre 90 paesi.

    La continua sperimentazione e la voglia di mettersi in gioco consentono all’azienda una crescita costante. Nonostante i cambiamenti, Irca non ha mai perso lo spirito che l’ha resa grande: l’attenzione per le persone, la completa soddisfazione del cliente ed un’ampia offerta di risposte per tutte le esigenze dei professionisti del settore.

    Lo slogan che da sempre ha guidato la mission di Irca é :“Trovare  subito una soluzione”, e soprattutto in questo momento storico di difficoltà, l’azienda si dedica ad una causa sociale importante, supportando la struttura ospedaliera di Busto Arsizio.

    19 Marzo 202030 Aprile 2020 0 commento
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    LA RUBRICA DI EMREGENTE PASTRY : DALILA SALONIA
    Witaly

    LA RUBRICA DI EMREGENTE PASTRY : DALILA SALONIA

    Di Redazione Witaly 16 Marzo 202030 Aprile 2020
    scritto da Redazione Witaly

    In questi giorni abbiamo intervistato i nostri Emergenti Pastry per sapere come passano il tempo libero ma soprattutto per conoscerli ancora meglio, raccontandoci la loro passione più grande : la pasticceria.  Dalila Salonia, pastry chef de Il Pagliaccio*, risponde così alle nostre domande :

    Perché hai scelto questo mestiere? Quando ho dovuto scegliere il percorso scolastico da intraprendere non ero proiettata verso l’alberghiero, sebbene fin da bambina nutrivo passione per la cucina. Questioni organizzative mi hanno poi portato a frequentare la scuola alberghiera con un indirizzo specifico “Arte Bianca e pasticceria”. Dalle prime lezioni in laboratorio a contatto con i prodotti della pasticceria ho capito però che la mia scelta era stata quella giusta.

    Il tuo dessert preferito? Se dovessi scegliere tra dolce e salato, opterei sempre per il salato; i dolci mi piace prepararli! Un dolce, di cui però ho un ricordo speciale, è il tiramisù; mia sorella lo preparava spesso e devo ammettere che il suo è il migliore che abbia mai provato.

    Cosa ti aspetti da Emergente Pastry? Seguivo già da tempo le competizioni di Emergente e speravo ben presto di poter partecipare. Nel ristorante in cui lavoro, Il Pagliaccio di Roma, riesco ad esprimere la mia creatività e ho il sostegno giusto per mettermi alla prova. Voglio lanciarmi in questa avventura e vedere a che livello sono gli altri concorrenti per potermi poi spingermi oltre quello che già so fare.

    Conoscevi già l’azienda Irca? Come ti sei trovata con i loro prodotti? Conosco l’azienda Irca dai tempi della scuola alberghiera. Per le mie ricette ho provato ad utilizzare il croccante e l’ho apprezzato molto, sia come gusto che come lavorazione.

    Quale è la tua più grande ambizione? Mi piacerebbe diventare consulente di pasticceria ma soprattutto entrare a far parte dell’AMPI, Accademia Maestri Pasticceri Italiani.

    Il tuo hobby preferito? Adoro fare dipinti astratti su tela con colori a olio. Nei miei dipinti prevalgono colori decisi e forti, così anche nei miei piatti ci deve essere una sensazione di impatto. I colori sono veri e propri veicoli di messaggi che possono influenzare l’immaginazione del cibo ed il desiderio di mangiarlo.Quindi, nel momento della presentazione del piatto è importante conoscere il significato attribuito ai vari colori, per accostarli ed esaltarli al meglio.

    Il tuo motto ?: Mi torna in mente una frase del poeta romano Virgilio: “Omnia vincit amor”. Adattando l’aforisma al momento attuale che stiamo vivendo, ritengo che la passione per quello che si fa non si arrende davanti a nessun ostacolo. Penso che utilizzare buon senso, criterio e lottare per il proprio ideale porti a risolvere la situazione.

     

     

    16 Marzo 202030 Aprile 2020 0 commento
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    “La più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno è di essere di buon umore.  E noi ci proviamo. Insieme ce la faremo.” Vinea Domini
    Porzioni Cremona

    “La più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno è di essere di buon umore. E noi ci proviamo. Insieme ce la faremo.” Vinea Domini

    Di Redazione Witaly 16 Marzo 202030 Aprile 2020
    scritto da Redazione Witaly

     

    Il popolo italiano e mondiale sta affrontando un periodo che tutti ricorderanno per sempre, mettendo la vita normale di ogni famiglia e azienda tra parentesi.

    Per occupare la mente e rimanere attivi, mettiamo a frutto questo tempo concesso per valorizzarlo, per fare le cose che passano tante volte in secondo piano ma che sono sempre importanti.

    Citando Laura Donadoni, prendiamo questo momento come il ‘piumaggio d’eclissi’, portiamo pazienza, aspettiamo che il rinnovamento si operi per riscoprirci più forti che mai e spiccare di nuovo il volo.  

    VINEA DOMINI ha adottato tutte le misure sanitarie prescritte, ed è vicina ai clienti effettuando consegne a domicilio per Roma.

    Si sta concentrando anche sul dopo, pensando a nuove strategie, pensando a come relazionarsi con l’esterno nei prossimi mesi, riscoprendosi.

    Uscirà  con un nuovo prodotto, un’etichetta che mancava alla gamma, che la completerà. La presentazione di questa novità avverrà presso il Salotto del Vino della storica cantina romana la GOTTO D’ORO, che quest’anno festeggia 75 anni.

    75 anni di storia che l’azienda  ha vissuto passando attraverso  periodi diversi e questo è uno di quelli.

     

    E’ anche il momento per formarsi, per rimettere in discussione le diverse strategie che erano state pensate.

    Oggi, il mondo rimane attivo con internet e i social. I format nuovi del web, le degustazioni di vini online, o ancora per esempio incontri in versione virtuale, saranno un buon modo per incontri commerciali, per condividere e  promuovere inviando contemporaneamente campioni delle nuove annate a clienti fidelizzati e potenziali.

    Come diceva Voltaire, “La più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno è di essere di buon umore”.

    E noi ci proviamo. Insieme ce la faremo.

    16 Marzo 202030 Aprile 2020 0 commento
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