Lo chef più bistrattato e discusso della nuova generazione ci sorride bonariamente. Avrà anche lui le sue preoccupazioni (e chi non ce l’ha di questi tempi?) ma sembra non risentirne e non seguire più di tanto le critiche e i commenti spesso malevoli che arrivano il più delle volte via web. A noi Paolo Lopriore invece è sempre piaciuto, l’abbiamo cercato da Troigros quando era lì, siamo andati pure alla Bagatelle di Oslo, ma era appena andato via, e veniamo sempre volentieri a questa tavola.
Dicembre 2012
Tra i tanti presepi viventi ci è capitato di vedere quello di Ostuni. Il borgo antico è bellissimo e si presta bene a questo tipo di realizzazione. Il risultato tra il sacro e il profano è comunque di rilievo e siamo contenti che l’aspetto gastronomico non sia stato dimenticato.
Qui sopra le striscioline di carne di maiale affumicata che abbiamo assaggiato al banco della macelleria di Francesco Ganimede. Un banco che specialmente sotto Natale racconta usanze e tradizioni che riaffiorano in questi giorni. Curiosità, nuove tradizioni si aggiungono dovute alle richieste dei tanti immigrati che le richiedono.
Natale al Fornello dai Ricci. Gliel’avevamo promesso, l’ultima volta eravamo andati da Lillino al Cibus e questa volta non potevamo mancare. Siamo arrivati puntuali, ma non abbiamo potuto assaggiare nulla per colpa di un’intossicazione presa al mattino in un altro locale. Un Natale il nostro fatto di 24 ore di digiuno, in compenso allietato dalle tre generazioni presenti della famiglia Ricci.
La città, diciamocelo pure, non è proprio bellissima, ma i dintorni sono tra i più belli e selvaggi d’Italia e valgono di certo una visita. Il problema logistico che si pone è quello di dove andare a dormire e ci viene incontro Frank Rizzuti, del Sud, sosta culinaria obbligata, per suggerirci questa Tenuta Centomani alle porte della città e a un chilometro dal casello, quindi comodissima.
Grazie forse anche alla crisi, abbiamo riscoperto la pizza. Ormai la rincorrono tutti, grandi chef e gourmet con idee, sperimentazioni, analisi del gusto e laboratori che sorgono qua e là in tutt’Italia. I pizzaioli storici, prima frastornati, ora sembrano reagire vedi Pepe a Caiazzo con il suo Tempio della pizza, vedi adesso i fratelli Salvo (Francesco e Salvatore) a San Giorgio a Cremano. L’antica e storica pizzeria è stata rivoltata e rinnovata con due nuovi forni, la sala luminosa, gli spazi della preparazione a vista e le toilettes lucide che ci potresti tranquillamente mangiare dentro.
