Entriamo sempre con molte aspettative in questo locale. Perchè Cristina Bowerman, la formidabile chef, ama il proprio lavoro, ama rischiare e nel rischio profonde la sua cultura gastronomica che non è piccola. Siamo i primi a difendere l’Italia del food & wine, ma pensiamo anche che in una città comeRoma ci deve essere lo spazio alla circolazione delle idee e dei prodotti, purchè sostenuta da adeguata preparazione.
Maggio 2012
Si apre una nuova scuola di cucina, un chiaro segno che il settore tira nonostante l’economia in crisi. A parlare e insegnare il cibo ci saranno chef bravi e famosi dell’ambiente romano, con in testa Angelo Troiani, un professionista bravo e serio, probabilmente oggi sottovalutato dopo l’ inizio folgorante, anni fa, e che trova ora forse la sua dimensione ottimale in questa ambiziosa struttura: oltre 800 mq alla collina Fleming di Roma. Siamo per altro a soli cento metri dall’Acquolina, guidata in tandem con Giulio Terinoni, anche lui coinvolto nella nuova avventura. Tra pochi giorni si aprirà anche Eataly all’Ostiense, così il panorama della Capitale nel settore sarà veramente articolato e importante (ricordiamo almeno la storica presenza della potente Ais romana e del Gambero Rosso).
Crisi o non crisi, qui è sempre pieno. Attraversare un ristorante così importante e vederlo pieno in un mercoledì con le partite di coppa alla tv fa sempre piacere. Certo siamo a Roma e per le strade gli stranieri non mancano (e anche qui i due terzi dei tavolini sono per loro). Ma resta il piacere di vedere la sala così piena e ben funzionante. Lode ad Heinz Beck e alla sua formidabile squadra, in sala come in cucina sono tanti e tanto bravi.
Nel grigiore della ristorazione dell’Oltrepò, spunta (proprio al limite verso Piacenza) questo locale bello, pensato, attraente e piacevole. Dentro un servizio curato ( a cura di papà Tino e di Nicoletta che merita l’encomio), una carta equilibrata, uno chef giovane con la sua compagna e un menù di ottimo rapporto prezzo qualità. Abbiamo lasciato fare a loro e ci sono arrivati piatti un pò troppo banali per poter dare un giudizio sicuro, ma il maialino fondente con la sua cotenna croccante e la buona armonia dell’insieme lasciano ben sperare. LO a Cardazzo di Bosnasco
Un interessante Convegno a Perugia sotto l’egida della Camera di Commercio. Quale Turismo per la regione? la risposta ovviamente non è semplice nè unitaria, ma i vari relatori si sono trovati d’accordo nel riconoscere al turismo enogastronomico un ruolo portante purchè coniugato nell’eccellenza. In Umbria un poco langue la ristorazione di livello, mentre abbondano le sovvenzioni a tante sagre dove poi alla fine imperano più prodotti provenienti da chissà dove, rispetto a quelli del territorio.
Grazie all’azienda Giorgi dell’Oltrepò, abbiamo potuto partecipare alla giornata dedicata ai prodotti della provincia di Pavia. Preceduti da un breve convegno al Capac, ecco poi i vari consorzi presentare le proprie produzioni e alcuni chef, tra i quali Gerli, Corrradi con anche il contributo di Peter Brunel, hanno offerto alcuni finger food e il risotto. Un’occasione per incontrare le istituzioni del pavese e per programmare Emergente Nord, che al solito si svolgerà in novembre in provincia di Pavia con molte novità sulle quali torneremo più avanti.
Tutti inneggiano allo chef, ma Alessandro Pipero sta qui a ricordarci come in un ristorante la figura di riferimento può tranquillamente essere in sala. Appartiene alla serie (non lunghissima purtroppo) di personaggi come Sirio Maccione, Lorenzo Viani, che ricevono e incantano la clientela che alla fine non si accorge nemmeno di chi sta in cucina.
Osteria di Monteverde a Roma
Eccoli qua, Fabio Tenderini e Roberto Campitelli, giovani, bravi, simpatici, si fanno ben volere e con loro questa Osteria che prende il nome dal quartiere. Il parcheggio è il problema più grosso, il resto scorre via senza problemi. Piatti espressi, semplici, di spunto romano con qualche divagazione, prezzi accettabilissimi, e risultato sufficiente rispetto al prezzo pagato e all’immagine povera da Osteria. Non sono ambiziosi, ma certo è che con qualche piccolo accorgimento, ad esempio adottando una “non carta” senza la suddivisione classica antipasti primi secondi dessert, fatta di poche proposte un tantino più messe a fuoco, il risultato potrebbe essere ancora migliore. Osteria di Monteverde.
Avendo casa in Maremma, all’interno tra i boschi, amiamo questo tratto d’Italia per i suoi straordinari paesaggi e non ultimo per gli ottimi prodotti. Qualche anno fa era nata Maremma Wine Shire a celebrarne i vini, che però rappresentano una Maremma recente e non antica. L’anno scorso si è affiancata Maremma Food Shire, che però da sola rischiava di naufragare. Ora i due eventi vanno giustamente insieme in questa fiera di Grosseto che offre bei padiglioni in ampi spazi, un pò come la Maremma.
