L’influsso francese c’è ancora (e non va biasimato di certo), ma accanto la cucina rispetto al passato ci sembra stia cercando maggior leggerezza e finezza estetica senza perdere l’imprinting classico. Ben tre fratelli giovani, grandi e grossi, si dividono l’impegno di cucina e sala, e quest’ultima è rinnovata come l’albergo, e offre maggior freschezza e stile. Insomma ci sembra un’evoluzione positiva, senza dimenticare che data l’età potranno sicuramente crescere ancora. San Martino a Treviglio.
Febbraio 2012
Che bello questo nuovo albergo che la famiglia Colleoni ha realizzato sopra il ristorante ristrutturando la vecchia proprietà! in affaccio sulla strada è lo “Smartino”, per una ristorazione veloce, mentre all’interno il classico San Martino continua ad offrire la sua classica cucina. La famiglia è forte e numerosa e giustamente investe e si diversifica.
Le Macchiole, una piccola azienda che vanta ben tre etichette di punta. Questo grazie ad una sapiente impostazione di Eugenio Campolmi prima e poi, alla sua scomparsa, all’ottimo lavoro della moglie Cinzia. Fin dall’inizio una scelta coraggiosa soprattutto in un territorio che sembrava prediligere solo l’uvaggio bordolese, e cioè quella di vinificare i vitigni in purezza. Sono nati così il Paleo, il Messorio, lo Scrio, tre grandi vini che negli anni hanno concorso a costruire la fama dell’azienda e di Bolgheri.
Continua il successo delle bollicine. E quando arriva il Franciacorta si riempiono i saloni, anche qui a Roma. Merito comunque dell’ottimo lavoro fatto dal Consorzio che è riuscito a creare un marchio trainante più forte dei pur forti singoli nomi come Ca’ del bosco, Bellavista, Berlucchi. Qui ce ne sono una quarantina, alcuni noti, altri meno, ma tutti remano nella stessa direzione. Una nota stonata il servizio di pane e formaggio, più modesto e sciatto che ad una festa dell’Unità.
Belpoggio: un nome appropriato. La vista è su tre lati e spazia dall’Amiata all’Orcia e giù fin verso il mare. Renata ed Enrico Martellozzo sono due splendidi padroni di casa e ci hanno allietato con vino e bistecca (del Falorni). Sono arrivati a Montalcino nel 2005 per prendere questa piccola azienda posizionata vicino al Poggio di sotto (altro poggio famoso) e sono stati anche fortunati: il 2006 si è rivelato un’ottima annata come anche gli anni a seguire. Il loro brunello è come il poggio: piacevole ed elegante, nato non per stupire, ma per godersi la vita.
Gran Soirèe all’insegna del brunello. Un tripudio di antipasti spettacolare e di grande effetto che sembrava di stare nel paese di Bengodi, ma dove si bevevano delle modeste bollicine (si sa che a Montalcino non sono il massimo della vita). Poi in una sala chiostro di grande e bell’effetto si è vissuta una modesta cena (ma come finiscono per essere tutte le cene di gala) dove comunque la cosa più improbabile era l’ abbinamento a vini come il rosso, il brunello e la riserva, con particolare peccato per quest’ultima: il 2006 si è confermata un’ottima annata.
Chiediamo scusa all’amico Alberto Lupini. Senza Lorenza (che è l’esperta fotografa) con la pila improvvisamente scarica, ho potuto fare poche foto ad una serata di grande interesse. Prima il convegno a Palazzo Riccardi, animato da un effervescente Matteo Renzi, sindaco di Firenze e Massimo Bottura, chef sempre al massimo. Poi una cena di gala nei saloni di Palazzo Borghese, che sono un vero spettacolo. L’occasione erano le premiazioni di Italia a Tavola, sondaggio sulla popolarità di opinion leaders, uomini del vino e cuochi, vinti rispettivamente da Davide Paolini, Alessandro Scorsone, Rosanna Marziale.
E’ l’altopiano più esteso d’Italia e forse d’Europa e questo fa subito capire che ci troviamo di fronte ad un territorio ricco di sorprese. Qui è nato uno dei formaggi migliori e più famosi d’Italia, qui c’è una grande varietà di erbe e funghi, qui è la Rigoni, una delle aziende di maggior prestigio nel settore alimentare, grazie alla sua grande produzione di frutta bio.
E’ vero, oggi la dop dell’Asiago si estende su un territorio fin troppo ampio, ma quello cosiddetto “d’Allevo”, garantisce una stagionatura adeguata e storicamente l’origine d’alpeggio. Le forme migliori le troverete in questa storica bottega sul corso di Asiago: Valente. Qui potrete scegliere forme di diversi produttori, nelle tipologie mezzano, stagionato e stravecchio. E assieme ai formaggi numerose altre specialità del luogo.
