Non sarà la cena dell’anno, ma è costante e solido questo Guido (fratello separato del Guido di Pollenzo) che occupa gli spazi della suggestiva cantina in pietra e mattoni. La memoria della famiglia Alciati è affidata ora a Luca Zecchin, ancora giovane, che sotto la guida di Monica Magnini e Andrea Alciati (che fanno un ottimo lavoro in sala) riesce a offrire una cucina di spessore, dando spazio a qualche classico evergreen di famiglia Alciati, accanto a qualche giudiziosa apertura verso il mondo esterno. Il risultato è piacevole, allietato dallo straordinario ambiente e da una cantina di indubbio spessore.
Gennaio 2012
Tra le vigne del moscato è questo bellissimo Relais, dal recupero dell’ antico monastero. Sotto è la vecchia cantina che ora ospita il ristorante Guido, accanto il centro benessere. Il giardino offre una panoramica dei suggestivi e ripidi vigneti dell’intorno, le camere ben arredate restituiscono il fascino aristocratico sabaudo. Curato è anche l’aspetto gastronomico con una ricca prima colazione e una produzione artigianale di specialità locali. Relais San Maurizio a Santo Stefano Belbo.
Che le Langhe siano sempre il Paradiso del buongustaio lo dimostrano paesi piccoli come Farigliano, dove c’è l’imbarazzo della scelta tra un ristorante curato come il Fior di Sale, un’azienda leader nel formaggio di qualità come Occelli e questa nuova gestione della vecchia trattoria La Speranza che si presenta con ambiente rinnovato e moderno e la cucina di Maurizio Quaranta, già stella michelin ad Alba. Oggi la sua proposta è più in linea con i tempi: 35 euro il menù degustazione! in piazza Vittorio Emanuele II 43bis.
Amiamo la birra artigianale, soprattutto quando è senza additivi, non pastorizzata, ad alta fermentazione per ottenere la massima intensità dei profumi ed aromi, e rifermentata in bottiglia. E anche questo nuovo birrificio segue queste regole e ci offre al momento 4 etichette interessanti. Birrificio della Granda a Lagnasco www.birrificiodellagranda.it
Marcello Leoni apre il suo ristorante a Bologna. L’anno scorso una nostra poco felice scheda dette adito a una lunga polemica su questo ristorante che sembrava non aprisse più (e noi sbagliammo clamorosamente le previsioni). Oggi si presenta con grandi ambizioni e in effetti il locale è veramente spettacolare. Aspettiamo un pò di rodaggio prima di andare a vedere se lo stile di Marcello è rimasto brillante come un tempo. Per ora si merita i nostri auguri.
Poche decine di metri tra la vecchia e la nuova Torre di Cherasco, ma il risultato non cambia: il ristorante è sempre pieno. Grazie alla simpatia dei due fratelli Marco e Gabriele Falco e alla prudenza dei prezzi che rimangono convenienti anche nel maggior confort che la nuova location offre. La novità è il giovane figlio Mattia di 23 anni, che dovrebbe conferire ulteriore “carica” all’ottima e ormai storica trattoria.
C’era sempre piaciuto il Bricco delle Viole, poi visitando la bella cantina di Vajra abbiamo capito il perchè. Due personaggi come Milena e Aldo Vajra fanno la differenza, ti conquistano con la semplicità piana delle parole, con la serenità che il lavoro ben fatto riesce a dare, con la pulizia mentale di chi da tanti anni persegue e mantiene salda la rotta della qualità.
Mesa da anni ci disegna e offre agli chef emergenti delle nostre gare oggetti della tavola originali ed eleganti. Per il Macef ha disegnato e creato un nuovo contenitore per la mozzarella di bufala che ne permette la conservazione e il taglio. Per l’occasione la mozzarella di bufala è quella di Paestum, portata a Milano da Barbara Guerra e Albert Sapere de Le Strade della Mozzarella, organizzatori anche del prossimo evento a maggio incentrato a Le Trabe di Paestum. Si brinda con i vini dell’Azienda San Salvatore di Peppino Pagano.
Uno dei locali più piacevoli di Cortina è senza dubbio questa bella Baita vicina al golf club. Ci sono varie sale caratteristiche, la terrazza all’aperto e sei camere confortevoli. Adolfo e Alessandro Menardi gestiscono con attenzione la struttura coadiuvati dalle mogli. Una bella cantina e in cucina Alessandro si muove con mano sicura: piatti tradizionali ma non banali, che inseguono più il gusto della finezza.
E venne l’ora dell’Abruzzo, nel punto più in alto a più di 2100 metri nella baita Club Moritzino, a Piz La Ila. Suggestiva l’ambientazione e grande performance di Qualità Abruzzo con una serie di sfiziosità iniziali varia e notevole, considerate anche le condizioni non proprio banali della location. Si beve alla grande con magnum di Ferrari e vini abruzzesi e si finisce con tutti (ma proprio tutti) a ballare ovunque, anche sui tavoli.
