Dicembre 2011
Il centro storico di Ostuni è coinvolgente come pochi. Un dedalo di viuzze tra case bianche, pavimentazione in pietra e luci diffuse, pulizia e semplicità di altri tempi che ti accompagnano lungo il girovagare. Sta spuntando qualche bed&breakfast carino, ma certo è che in fatto di ospitalità pochi possono competere con questo straordinario albergo, la Sommità, di poche suite, ognuna diversa dall’ altra e ognuna ricavata dal recupero di antichi spazi. La vista sulla costa e sugli uliveti completa il benessere.
Tra le tante botteghe di ceramica ci ha colpito questa di Domenico Pinto, dove non viene esposta la solita serie di ceramiche, ma il racconto dei personaggi della corte di Federico II. E di ognuno Domenico Pinto ti racconta le trame, gli amori e la storia che rivivono nelle forme e nei colori di questi affascinanti manufatti.
L’area intorno al vecchio Castello di Grottaglie è animata da una serie di botteghe e negozi di ceramica. Alcuni veramente belli e suggestivi. E non ci sono solo negozi, ma anche luoghi di cultura come questo giardino Vestita che è oggi sede museale ed espositiva, e che ci restituisce alcuni preziosi e antichi reperti.
Il menù è lo stesso, ma si può scegliere tra l’atmosfera fin troppo coinvolgente dei tre trulli o quella più dispersiva della grande sala. Siamo nel regno della famiglia Bellanova, 4 fratelli con Giovanni in cucina, a Ceglie, www.tretrulli.it, un locale extralarge che ci ricorda Nonna Sceppa a Paestum: come lì tanta voglia di fare, una bella famiglia operosa, però nonostante tutti gli sforzi la quantità non si riesce a coniugare con la qualità.
Si può giudicare un ristorante che offre il suo menù bandiera solo la sera, da qualche piatto assaggiato a pranzo dove invece viene proposto un altro menù meno accattivante e più breve? Certo che no! Però ci domandiamo se non sarebbe meglio allora chiudere e aprire solo la sera piuttosto che servire un polpo banale, un pane troppo salato, un tortino salatissimo, una tagliata immangiabile e uno sgombro rinsecchito al cliente di passaggio al lunch. Tutto questo ad Enocratia, ristorante acclamatissimo di Milano, guidato da Eugenio Boer.
Avevamo lasciato Andrea Aprea a Napoli, lo ritroviamo a Milano in un altro albergo, il Park Hyatt con un direttore di lungo corso ed esperto come Claudio Ceccherelli. Un passo lungo e impegnativo che lo ha sicuramente maturato. La sua cucina , un tempo affascinante ma avventurosa e non sempre equilibrata, ora sembra farsi più riflessiva e puntare alla sostanza.
Natale in India! non è il prossimo cinepanettone, ma sono le mie vacanze: Avviso ai naviganti di “porzionicremona”. Nei prossimi giorni, fino a Capodanno, sarò in India, Rajasthan (qui sopra il monumento funebre di Bada-Bagh). Magari riuscirò a inviare qualcosa, ma sarà difficile. Forse al ritorno, ma comunque è una vacanza a tutti gli effetti. Il sito verrà comunque aggiornato ogni giorno fino a Capodanno con i post già pronti non ancora pubblicati, così riuscirò a smaltire gli arretrati!. Con l’occasione AUGURI a tutti e arrivederci all’ anno nuovo.
Alessandro Circiello ha curato l’aperitivo finger food accompagnato dai cocktails Velier, Cristina Bowerman ha pensato all’antipasto, poi Alessandro Cannata ha preparato il primo abbinato ad un “Rosso Mattone” delle Cantine Briziarelli, poi Gianfranco Vissani ha sfornato il secondo, servito assieme ad un “Pentro” Rosso Doc 2009 di Valerio Vini e Viti; chiude in dolcezza Filippo La Mantia con un’ insolita cassata accompagnata da un “moscato d’Asti” Docg 2010 Bera Vittorio e figli. E per chi avesse ancora un languorino Panettone Loison e Distillati Velier.
